Torna settembre, ed io torno col culo piantato sulla sedia in facoltà, salvo rare eccezioni in cui do sfogo al mio spirito goliardico activ plus.
Torna settembre e si torna in una dimensione lavorativa, o almeno si dovrebbe, e con questa arrivano anche le classiche uscite settimanali.
La meta di ieri sera era Trani: "bella città!" direte voi, "bell'oratorio" dico io, visto che abbiamo avuto il piacere di assistere al concerto di pippo ("
http://www.myspace.com/iltorocisente ") al centro jobel, centro per giovani tranesi molto attivo culturalmente, ma povero di birra.
E così quando ormai sconsolato mi stavo rassegnando ad una serata in completa sobrietà, è giunto lui a rinverdire i fasti della mia memoria alcolica.
Più forte di un jack daniel, più allucinogeno dell'assenzio, più genuino del vino di Al Bano, è arrivato a salvarmi da una serata analcolica: JACOPO.
Jacopo è il cantante di una band che suonava ieri sera, con una voce da Ian Gillan dei poveri (ci ha memorabilmente regalato una sopraffina smoke on the water) e le movenze da bracciante ubriaco in una festa di paese, il tutto condito con l'affabilità degna del miglior Al Bano.
Molti di voi in questo momento staranno ghignando leggendo questa descrizione, ma chiariamo, io non metto malizia nelle mie parole perchè quest'uomo mi ha salvato.
In un mondo complicato, lui e la sua genuinità riescono a sintetizzare perfettamente la mia idea di rock, che qui in Italia è una realtà più che altro provinciale e poco glamour...
Lui, con la sua semplicità è il vettore dell'heavy metal ad una generazione sempre più dominante di ottantenni che si vogliono ancora sentire giovani dentro.
Jacopo si presentava al concerto con una magliettina bianca, che lasciava intravedere quanto fosse generosa la cucina della su' mamma e la faccia pulita, Jacopo aveva un gesto caratteristico e distintivo, di cui non ci si poteva non innamorare, Jacopo ieri sera ha rubato i nostri cuori.